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Disaster Management Review: che cosa sarà

Disaster Management Review, al momento, un progetto editoriale in costruzione

Disaster Management Review è, al momento, un progetto editoriale in costruzione. Non è ancora una rivista dotata di una redazione stabilmente costituita: stiamo lavorando per riunire giornalisti, studiosi, tecnici, operatori dell’emergenza e rappresentanti delle istituzioni interessati a raccontare e approfondire il Disaster Management attraverso competenze ed esperienze differenti.

Disaster Management Review vuole diventare, nel tempo, un luogo aperto e indipendente nel quale far dialogare competenze diverse, valorizzare le esperienze maturate sul campo e promuovere una cultura dell’emergenza fondata sulla conoscenza, sulla responsabilità e sulla capacità di imparare dagli eventi passati. Se la cosa vi interessa contattateci a questo indirizzo.

Disaster Management Review: di cosa si occupa

Il progetto nasce dall’esigenza di creare uno spazio di informazione e confronto dedicato non soltanto ai disastri “naturali” e alle varie fasi (prevenzione, pianificazione, preparazione delle istituzioni e della popolazione, gestione operativa dell’emergenza, soccorso, ricostruzione…) con le quali le società si preparano a mitigarne gli effetti ma anche a disastri provocati intenzionalmente – guerre, embarghi, rivolte, PSYOP (Psychological Operations), MISO (Military Information Support Operations), Fearmongering (dominare attraverso notizie terrorizzanti)…-  spesso creati attraverso i dettami dell’Ingegneria sociale e finalizzati a soggiogare una comunità. Attività efferata ma in continua crescita che vede l’accorrere di sempre più numerosi esperti in Disaster Management.

La rivista intende occuparsi dei rischi naturali, tecnologici, sanitari e connessi ai conflitti, privilegiando gli aspetti organizzativi, decisionali e sociali. Parleremo, quindi, di piani di emergenza ed evacuazione, sistemi di allertamento, comunicazione del rischio, logistica dei soccorsi, continuità dei servizi essenziali, assistenza alla popolazione, accoglienza degli evacuati, coordinamento tra amministrazioni, responsabilità istituzionali e impiego delle nuove tecnologie. Un’attenzione particolare sarà dedicata alla difesa civile, alla protezione delle infrastrutture critiche e alla capacità delle comunità di resistere e riprendersi dopo un evento catastrofico.

Non vogliamo limitarci alle analisi teoriche. Uno degli obiettivi principali sarà raccogliere e mettere a confronto esperienze operative, buone pratiche, errori, criticità e lezioni apprese in Italia e nel resto del mondo. Daremo spazio alle testimonianze di chi ha gestito realmente le emergenze — vigili del fuoco, amministratori, volontari, appartenenti alle forze armate e di polizia, sanitari, tecnici e responsabili della pianificazione — affinché le conoscenze maturate sul campo non vadano disperse. Le discipline scientifiche (sismologia, vulcanologia, epidemiologia…) che studiano i fenomeni naturali saranno considerate soprattutto in relazione alle conseguenze che le loro conoscenze producono sulla pianificazione e sulle decisioni pubbliche. Il centro del nostro interesse non sarà dunque soltanto comprendere che cosa può accadere, ma verificare che cosa è stato fatto, che cosa dovrebbe essere fatto e se istituzioni e comunità siano davvero preparate ad affrontarlo.


Alcuni articoli per Disaster Management Review:

Qui di seguito alcuni tipi di articoli che vorremmo pubblicare sulla rivista. Non essendoci ancora accordi con gli autori e/o con i rispettivi editori, ci limitiamo a pubblicare una sintesi in lingua italiana del loro contenuto e il link dove leggerli sul web.

Le esercitazioni di protezione civile come strumenti strategici

La rete europea di protezione civile spiega perché un’esercitazione non debba essere soltanto una simulazione spettacolare, ma uno strumento per verificare infrastrutture, capacità amministrativa e decisioni prese in condizioni d’incertezza. Affronta anche l’impiego dell’intelligenza artificiale nella risposta alle emergenze. Leggi l’articolo della EU Civil Protection Knowledge Network

Come gli operatori imparano realmente dopo un’emergenza

Una ricerca del 2026 studia il modo in cui vigili del fuoco e altri operatori dei servizi di emergenza riflettono sulle operazioni concluse. Il punto interessante è che la semplice redazione di un rapporto finale non garantisce che l’organizzazione impari davvero dai propri errori. Practitioner Perspectives on Learning From Emergency Incidents

Quarant’anni di esperienze nella ricostruzione post-disastro

Kate Brady ripercorre quarant’anni di studi pubblicati dall’Australian Journal of Emergency Management. La ricostruzione viene presentata come un processo sociale e politico di lunga durata, non come la semplice riedificazione degli immobili. 40 Years of Recovery in the Australian Journal of Emergency Management

Il salvataggio deve essere ripensato partendo dalle comunità

Nello stesso numero della rivista australiana compare una proposta particolarmente interessante: considerare le popolazioni non soltanto come vittime da assistere, ma come soggetti dotati di conoscenze, relazioni e capacità utilizzabili durante la risposta e la ricostruzione. Consulta il numero di luglio 2026 dell’Australian Journal of Emergency Management

Comando e sicurezza nelle operazioni di soccorso durante le alluvioni

Un contributo rivolto direttamente ai responsabili dei soccorsi esamina le decisioni di comando, la valutazione del rischio e la sicurezza degli operatori durante un intervento in ambiente alluvionato. È un esempio del materiale operativo che potrebbe caratterizzare la rubrica. The Rescue Leadership Playbook: Flood Rescue

Come una catastrofe può cambiare durevolmente uno Stato

Dopo i tornado del 2011, nei quali morirono 240 persone, l’Alabama ha progressivamente modificato norme edilizie, incentivi assicurativi e politiche di prevenzione. È un caso concreto di disastro che produce trasformazioni istituzionali. Transformed by Tragedy: How Alabama Is Becoming a Model in Disaster Resilience

Il fattore culturale nei piani di emergenza

L’articolo sostiene che le differenze culturali, i traumi collettivi e il bisogno di sentirsi riconosciuti dalle istituzioni incidono sulla capacità delle persone di reagire e riprendersi dopo una crisi. The “C” in Culture and Crisis Planning

Proteggere le persone durante i disastri potrebbe diventare un obbligo internazionale

È in corso il percorso verso una convenzione internazionale giuridicamente vincolante. Il principio innovativo è che gli Stati non dovrebbero limitarsi a organizzare i soccorsi, ma avrebbero il dovere di adottare misure preventive, valutazioni del rischio, sistemi di allerta e strumenti di tutela dei diritti. Advancing International Law to Protect People in Disasters

Come le catastrofi rivelano e modificano la struttura della società

Questo saggio introduce un filone storico molto vicino alla tua idea: i disastri non producono soltanto distruzione, ma mettono a nudo gerarchie sociali, capacità dello Stato, disuguaglianze e rapporti di potere. A Neglected Field: The History of Natural Disasters

Oltre le fasi rigide dell’emergenza

Il progetto editoriale Disaster Dynamics di Oxford propone di abbandonare la separazione troppo netta tra prevenzione, emergenza e ricostruzione. Le catastrofi vengono interpretate come processi nei quali si intrecciano disuguaglianze, debolezza istituzionale, abbandono politico e limiti economici.  Disaster Dynamics – Oxford Academic


Rubrica: I più recenti libri sul Disaster Management

AA.VV. “Disaster Studies”, Springer-Nature, 2026

Gli studi sui disastri costituiscono un campo di ricerca interdisciplinare la cui nascita risale agli inizi del XX secolo. Si ritiene generalmente che, intorno agli anni ’80, abbiano subito una svolta, passando da una prospettiva tecnocratica incentrata sui rischi a quella che è stata definita il “paradigma della vulnerabilità”. Mettendo in primo piano i processi sociali che rendono alcune persone più a rischio di altre, quest’ultimo ha reso insostenibile il concetto di “disastro naturale”. Sebbene le scienze sociali — ad esempio la sociologia, l’antropologia e la geografia umana — abbiano contribuito a questa svolta, anche le discipline umanistiche ambientali offrono spunti unici sugli specifici atteggiamenti, credenze, valori e pratiche che entrano in gioco nella gestione dei rischi, nella concezione della vulnerabilità, nel processo di adattamento e in altre dimensioni del disastro.

Questo libro offre una panoramica dei contributi esistenti e potenziali provenienti dalla storia ambientale, dagli studi letterari e culturali e dalla filosofia. Esso affronta importanti intersezioni tematiche e teoriche tra gli studi sui disastri e le discipline umanistiche ambientali. Inoltre, individua possibili lacune nei primi e alcuni modi in cui queste potrebbero essere colmate attraverso prospettive ecologiche nelle discipline umanistiche.

Disaster Studies – Springer Nature


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