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I “lupi di Putin”: alimentare la paura per preparare alla guerra

In settimana evidenziavamo l’abissale livello raggiunto dai mass media di regime (e il conseguente crollo di lettori) segnalando un articolo apparso su Repubblica sui soldati di Putin costretti a scappare a dorso di cavalli o asinelli di fronte all’avanzare dell’esercito ucraino; articolo anonimo e, forse, imposto dalla direzione editoriale. Oggi Repubblica sfodera un altro capolavoro, questa volta firmato dal suo giornalista di punta, intitolato: << La guerra di Putin uccide in Finlandia: i lupi sconfinano e fanno strage di renne. I cacciatori si sono dovuti arruolare e così questi predatori si riproducono indisturbati e cercano cibo al di là della frontiera >>; una “notizia” (creata su un controverso articolo della CNN <>) che si direbbe faccia da pendant con un’altra subdola campagna stampa contro la Russia basata su un altro simpatico animale: il “delfino di Putin”.
Ma addentriamoci nella disamina dell’articolo della CNN il cui titolo, a differenza di quello di Repubblica, si conclude con un punto interrogativo e che, sostanzialmente, si limita a riportare, con sorprendente cautela, la teoria dei bracconieri russi (in Russia, circa 100.000 esemplari, il lupo è una specie protetta) che sarebbero ora impegnati in Ucraina.
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Ovviamente, dell’aumento del numero degli orsi, dei ghiottoni (mammiferi carnivori della famiglia dei mustelidi) e delle linci, nessuna traccia. In compenso, gli scienziati intervistati dalla CNN si affidano (oltre ad un insolito DNA ritrovato nelle feci di lupi) ad una tabella che dovrebbe attestare il legame tra l’aumento delle aggressioni dei lupi e la guerra in Ucraina.


In realtà, quello che la tabella evidenzia si direbbe un aumento progressivo delle aggressioni dei lupi cominciato nel 2013 e, rispetto al 2021, un vistoso calo del numero delle aggressioni (registrato negli anni 2022, 2023, 2024). Una situazione che, in Finlandia, nonostante l’inconsistenza della documentazione, ha scatenato la psicosi dei “lupi di Putin” e una legge, che abrogando una protezione in vigore dal 1973, permetterà di uccidere ben 65 lupi su una popolazione complessiva di appena 400 esemplari.
Poveri lupi. E povero Babbo Natale che, ora senza renne, si è ridotto a derubare i bambini. Ovviamente, per colpa di Putin.
Francesco Santoianni

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