Disaster Management

Questo sito si occupa di Disaster Management, termine che traducendosi in Italiano come “gestione del disastro” rischia di essere confuso con il nostrano “Protezione civile” inteso come mero soccorso alle popolazioni colpite, appunto, da un disastro. In realtà la “gestione di un disastro” può significare ben altro e cioè orientare l’andamento di un disastro in modo da ottenere scopi ben diversi da quelli meramente umanitari. Gli esempi, come vedremo, sono numerosi e il Disaster management, finalizzato a garantire lo scompaginamento di una società e l’imposizione di un’altra, è oggi una disciplina che impegna sempre più esperti. sociologi, psicologi, urbanisti, militari… Una situazione poco nota anche ai tanti che, meritoriamente, continuano ad operare nella protezione civile.

Mi sia consentita a tal riguardo una noterella personale.

Da più di quaranta anni mi occupo di disastri. E, molti anni fa, come professore a contratto, insegnavo all’Università di Napoli “Disaster management – Protezione civile”: una esperienza per me davvero esaltante (furono centinaia gli studenti che impararono a realizzare piani di emergenza e di come i disastri avessero forgiato le società e il tessuto urbano) che mi aveva tentato a intraprendere la carriera accademica; illusione, grazie al Cielo, ben presto abbandonata.

Tornato al mio lavoro (allora dirigevo l’ufficio Protezione civile di un Comune dell’area vesuviana) riuscii a sgusciare via dalla monotonia formandomi negli Stati Uniti presso la Federal Emergency Management Agency; poi presso l’United Nations Disaster Relief Office di Ginevra; poi presso l’Unione europea (che, tra l’altro, mi spedì nelle Azzorre e nelle Antille per analizzare la pianificazione di alcune emergenze vulcaniche). Considerato i tanti libri che pubblicai in quel periodo e i tanti convegni ed eventi che mi vedevano protagonista, avrebbe potuto essere l’inizio di una bella carriera se non fosse che, più analizzavo la pianificazione e la gestione delle emergenze, più aumentava il sospetto che, quasi sempre, erano finalizzate a qualcosa di ben diverso dalla mera salvaguardia delle popolazioni. In altre parole, percepii confusamente che dietro il Disaster management stava crescendo qualcosa di davvero losco; considerazioni che feci pubbliche, con le conseguenze che è facile immaginare.

 Bruciata la carriera, (anche per le mie continue critiche alla pianificazione dell’emergenza Vesuvio-Campi Flegrei) ma continuando ad avere accesso a non poche informazioni e strutture, ho potuto dedicarmi allo studio della degenerazione della protezione civile (oggi suggellata dall’inglobamento della gloriosa FEMA nella tenebrosa Homeland Security Agency) resa possibile dai tanti paventati disastri da scongiurare sacrificando valori fino a ieri ritenuti irrinunciabili. Paventati disastri, ancora peggio, emergenze trasformate in disastri da un perverso Disaster management di cui il “caso Covid” è solo la punta dell’iceberg. Di questo ne parliamo diffusamente nella pagina “Governare con la paura” e negli articoli di questo sito caratterizzati da questa categoria.

Concludendo, un po’ di pubblicità. Molto di quanto riportato in questo sito è tratto da un mio libro, pubblicato nel 2021, “Disaster Management – Dalle oche del Campidoglio al Grande Reset: come salvare o distruggere una società” lo trovate su Amazon. Un altro mio libro del quale sono molto orgoglioso è Disaster Management – Protezione civile oggi fuori commercio, nonostante sia stato libro di testo in alcuni corsi universitari di Protezione civile. Per sopperire a ciò l’ho messo integralmente on line. Lo trovate nella sezione Protezione civile di questo sito.

Francesco Santoianni

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