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 Covid, la verità fa male? Tranquilli: basta non pubblicarla!

Nonostante l’impennata di cardiopatie tra i giovani (cominciata, guarda caso, con l’imposizione a questi dei vaccini anti-Covid) e l’impennata delle morti , risalendo al 2022 l’ultima (e lacunosa) campagna di farmacovigilanza sugli effetti avversi di questi vaccini, persiste il silenzio sulla gestione di una emergenza che, ufficialmente, è costata al nostro Paese 190.000 morti.

E a lacerare questo silenzio non basta neanche l’audizione del 24 marzo alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid di Jay Bhattacharya, direttore del National Institutes of Health, secondo il quale (qui il video completo) «Il lockdown non ha protetto una sola vita umana (…)  la scelta dell’Italia è stata sbagliata (…)  i governi non hanno tenuto in considerazione i guariti dal Covid perché dovevano imporre i vaccini, la cui copertura era debole già da dicembre 2020».

Una audizione clamorosa e che, invece, (con l’eccezione de La Verità e di qualche sito) non ha trovato spazio su nessun media. Quelli di “sinistra”, verosimilmente, perché sperano venga dimenticata la fallimentare gestione dell’emergenza Covid (diretta da PD e Cinque Stelle); quelli di “destra”, verosimilmente, per non rinfocolare le polemiche succedutesi all’estromissione di Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle dal comitato consultivo per le politiche vaccinali. Tutti gli altri perché (oltre ad essere al soldo di Big Pharma) temono di risvegliare le legioni di ipocondriaci create da due anni di lockdown e ancora oggi utilissime per far fare accettare ogni infamia imposta dai governi e presentata dai media come una soluzione. Verosimilmente.

Francesco Santoianni

Articolo già pubblicato su Pecorossa.it e  LAntidiplomatico.it

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