Terremoto: che fare?

 

Conoscere il terremoto è il primo passo per esorcizzare paure spesso esagerate, come quelle che si sono manifestate nell'ottobre 1999. In tal senso vogliamo qui presentare un breve "corso", destinato ai bambini, che illustra sinteticamente cosa è un terremoto e cosa bisogna fare per affrontarlo. Per un approfondimento del rapporto tra terremoto e Vesuvio e terremoto e scuola  rimandiamo agli appositi spazi di questo sito web. Sul terremoto, inoltre l'Ufficio mette a disposizione delle scuole videocassette diapositive e altro materiale didattico. 

Questo sito è in continua evoluzione, restiamo in attesa dei vostri suggerimenti; ricordiamo che il nostro indirizzo è:
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Links dedicati al terremoto:
 
Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti
Istituto Nazionale di Geofisica
Servizio Sismico Nazionale
 Terremoti in Italia 
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Ultimi terremoti 
Bambini e terremoti
Sito della Provincia di Catania

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Come nasce un terremoto? La nostra città sorge ai piedi del Vesuvio ed è quindi soggetta a frequenti terremoti. Meglio, quindi conoscere questo fenomeno e prepararci ad affrontarlo. Ci sono, infatti, alcune semplici norme che anche i bambini possono apprendere e che potrebbero rivelarsi utili in caso di emergenza. Ma prima è meglio dare un'occhiata al meccanismo che determina i terremoti. Intanto, vi siete mai chiesti perché esistono gli Appennini? Questa catena montuosa nasce dal corrugamento della crosta terrestre determinata dal lento ma inesorabile movimento dell'Africa verso l'Europa. Ogni tanto però le rocce sottoposte a questo enorme sforzo si spaccano e il "contraccolpo" genera il terremoto. Questo per i terremoti di origine tettonica. Per quelli di origine vulcanica, il meccanismo è diverso.

I terremoti di origine vulcanica sono determinati dai movimenti prodotti dal magma. Ma, allora, i recenti terremoti stanno a significare che un eruzione è vicina? Niente affatto! Così come dichiarato dall'Osservatorio Vesuviano, questi sono provocati da fratture nel magma conseguenti al suo raffreddamento. Tra l'altro una futura (e per ora lontana) eruzione sarà preceduta settimane, forse mesi, prima del suo verificarsi da terremoti di intensità crescente. Un motivo in più per non farci prendere dal panico quando sentiremo la prossima "scossa".

Il punto dove nasce la "scossa" viene detto ipocentro (dal greco "ipo" che significa sotto). Il territorio posto sopra la verticale dell'ipocentro si chiama, invece, epicentro (epi = sopra). Ovviamente più lontano è l'epicentro dall'ipocentro più "smorzati" saranno gli effetti del terremoto. Per quanto riguarda i terremoti che colpiscono il nostro territorio l'ipocentro è si solito abbastanza superficiale: a qualche chilometro di profondità. Molto dipende, comunque dal tipo di terreno che attraverseranno le onde sismiche. Una roccia compatta, ad esempio, trasmetterà quasi tutta l'energia del terremoto; un terreno "sciolto", invece, tenderà ad assorbirla. Per questo anche nella nostra città in alcuni punti il terremoto si avverte più forte che in altri.

Il terremoto si propaga attraverso onde sismiche. Alcune, dette onde P o primarie, deformano il terreno come se fosse il mantice di una fisarmonica. Una persona avvertirà allora il terreno scivolargli sotto i piedi e parlerà di una "scossa ondulatoria". Altre onde sono le S o onde secondarie: agitano il terreno come le acque di un lago quando si getta un sasso. Una persona avvertirà allora il terreno sollevarsi e scendere e parlerà di "terremoto sussultorio". In realtà questi due tipi di onde onde si manifestano sempre durante il terremoto. Per questo motivo non esiste un terremoto che sia solo "sussultorio" o solo "oscillatorio"

Come si misurano i terremoti? Un metodo è quello di valutare l'effetto del sisma sull'abitato come nella "Scala Mercalli" (dal nome del grande scienziato Giuseppe Mercalli, fondatore della Sismologia e già direttore dell'Osservatorio Vesuviano) suddivisa in 12 livelli. Un altro metodo è, invece, quello di misurare l'energia che viene sprigionata dal terremoto. Si usa a tal riguardo una scala ideata dal sismologo Charles Richter. Questa scala è a base logaritmica decimale: cioè un terremoto Richter 5 è dieci volte più forte di uno scala 4 e cento volte più forte di uno Richer 3. Il terremoto del 23 novembre 1980 è stato classificato Richter 6.5: la stessa energia che avrebbero sprigionato 16 bombe atomiche del tipo Hiroshima.

Il terremoto fa oscillare gli edifici e questo, entro certi limiti, è un bene in quanto l'energia trasmessa dal terremoto si "scarica" con le oscillazioni. Un'edificio in cemento armato, ad esempio, oscilla molto di più di uno in muratura resistendo così meglio al terremoto. Se queste oscillazioni preservano l'integrità della struttura possono, comunque determinare alcuni danni. Ad esempio, possono ribaltarsi i mobili, cadere le suppellettili rompersi i vetri. Che fare per prevenire questi rischi?

 

Per prevenire i danni che potrebbero verificarsi durante un terremoto, è bene fissare alle pareti mobili, specchi, oggetti pesanti che potrebbero cadere durante la "scossa". E' importante decidere il luogo dove dovrà riunirsi la famiglia dopo un'emergenza sismica. Tutti i membri della famiglia devono sapere come chiudere l'interruttore del gas, dell'elettricità e dell'acqua immediatamente dopo un terremoto.  

Durante il terremoto: 

Se sei in casa...
Mettiti al riparo sotto un tavolo per proteggerti dalla caduta di calcinacci o con le spalle poggiate contro le pareti portanti.
Non percorrere le scale.
Non uscire dall'edificio, potrebbero cadere vetri, calcinacci, cornicioni.
Non usare l'ascensore
Stai lontano dalle finestre e dalle pentole sul fuoco.
 
Se sei a scuola...
Mettiti sotto un banco.
Cerca di fare coraggio a chi ti sta vicino.
Non correre fuori dell'edificio.
Ricordati delle informazioni ricevute quando in classe avete affrontato l'argomento protezione civile
 
Se sei allo stadio, cinema, tra la folla....
Stai calmo e non muoverti, soprattutto, non cercare di scappare.
 Ricordati che il maggior pericolo è rappresentato dal panico.
Se ti trovi immerso nella folla che scappa, stringi le braccia davanti allo stomaco per garantirti il respiro e proteggere la cassa toracica.
 
Dopo la scossa...
Se incontri persone in preda a crisi di paura o leggermente ferite, ciechi, handicappati, innanzitutto contatta le strutture di protezione civile, poi cerca di consolare le persone più bisognose.
Collabora attivamente con le forze preposte all'emergenza. Riferisci loro ogni notizia certa di incendi, crolli e persone ferite.
Non usare inutilmente il telefono; le linee telefoniche devono essere utilizzate solo da chi ha bisogno di un'ambulanza o dei Vigili del Fuoco.