NINNA
NANNA FATATA
LA CASETTA BIANCA
C’era
una volta, non molto tempo fa, una casetta bianca al piedi del Vesuvio, una
bella pineta. Nella casetta viveva una famiglia composta da quattro persone;
padre, madre, e due bambini Mauro e Alessia. Il papà era disoccupato e faceva
tutti i lavori
che trovava, pur di guadagnare qualcosa. La mamma faceva la cameriera in
un ristorante, ma saltuariamente. Insomma non erano ricchi. Mauro e Alessia
erano buoni, ubbidienti e studiosi, crescevano sani e forti, perché amavano
vivere all’aria aperta.Dovete sapere che la loro casetta si trovava in un
posto proprio bello, perché alle spalle c’era il Vesuvio, davanti la città
ed oltre il mare bellissimo e sconfinato del golfo di Napoli.
LA PINETA
Mauro
e Alessia in pineta giocavano, raccoglievano fiori, funghi e pigne; si
arrampicavano sui pini: osservavano gli animaletti che vi vivevano: formiche,
ragni, lucertole e lumache; seguivano il volo delle api, delle farfalle e dei
calabroni; ascoltavano il canto degli uccellini; ammiravano í colori dei fiori
e ne respiravano il profumo.
IL MARE
Spesso
sul mare si vedevano ondeggiare í pescherecci, qualche corallina o piccole
barche di pescatori e di tanto in tanto qualche nave. Mauro immaginava di essere
il capitano e di girare i mari e di fermarsi in terre affascinanti sulle quali
si vivevano avventure meravigliose che davano tanta fortuna. Alessia sognava il
principe azzurro che con un'imbarcazione luccicante arrivava da lei per sposarla
e portarla nel suo castello favoloso. I giorni passavano cosi sereni tra sogni e
realtà.
AXEL
Un
giorno, mentre seguivano una piccola lucertola, videro un coniglietto che li
guardava con occhi impauriti. Si avvicinarono a lui pian piano per non
spaventarlo, il coniglietto non scappò; Mauro, lo prese delicatamente e si
accorse che era ferito alla zampina destra. Subito í due bambini decisero di
curarlo, lo chiamarono Axel perché aveva gli occhi vispi come quelli di un
folletto. Lo portarono a casa, lo medicarono e lo curarono con amore. Alessia e
Mauro gli davano da mangiare, accarezzandogli il morbido pelo bianco si
accorsero stupiti che aveva una strana macchiolina azzurra a forma di conchiglia
sul pancino. 
IL REGNO DI GIADA
Ad
un tratto arrivò una coniglietta che disse: “Benvenuti nel regno di giada,
amici, cosa posso offrirvi?”
GIADA
“Mia
madre Giada era giovane, allegra e bellissima; aveva lunghi capelli neri mossi
come le onde del mare, occhi verdi come un fresco prato di primavera e una voce
dolcissima e melodiosa che rallegrava il cuore. La mamma dalla Torre di Bassano
intonava canzoni che il vento portava sino alle barche dei pescatori, i quali
capivano di essere vicino casa e remavano con più vigore.
IL DRAGO
“Dovete
sapere che nel ventre della montagna vive un drago potente che nessuno ha mai
visto, ma che ogni tanto si fa sentire: la terra trema, il mare impazzisce e
dalla cima della montagna escono fuoco fiamme e lava. Si dice che tanti anni fa
il drago era un giovane bello, forte e coraggioso che amava alla follia una
splendida fanciulla. 
<<Se
la mamma vorrai trovare,
nel fiume
dovrai nuotare,
nel regno di
dragone,
facilmente potrai arrivare!>>
Aiutato
dal mio papà risalii il fiume Dragone e arrivai alla sua sorgente proprio nel
cuore del Vesuvio. Il drago ci scopri e incominciò a lanciare fuoco e fiamme e
tanta lava bollente che scendeva fino al mare. La mamma iniziò a cantare una
ninna nanna dolcissima e il drago, come per incanto, si addormentò. La mamma ci
abbracciò felice per averci ritrovati; anche noi lo eravamo, non vedevamo
l’ora di lasciare quel luogo, ma poi ci ricordammo del drago, della sua
solitudine e della sua potenza distruttiva perciò decidemmo di restare per
sempre nel regno del drago, perché solo la voce della mia mamma lo placava. Da
allora viviamo qui e siamo felici perché ci sentiamo utili nel vegliare il
sonno del drago che ogni tanto si muove e
sbuffa, ma subito russa beato al canto di mia mamma. Ogni tanto però
torniamo sulla terra sotto varie forme per respirare l'aria profumata di
ginestre, per ascoltare la voce del mare e per osservare gli abitanti di Torre
del Greco.
<<Ninna nanna, ninna o,
giada canta una canzon,
dormi, dormi mio dragon,
sogna felice il tuo amor,
Ninna nanna, ninna o.>>
MAURO E ALESSIA NONNI
Passano
gli anni e Mauro e Alessia vivono sereni a Torre del Greco. Grazie ad Axel e
alla sua mamma, nulla potrà succedere ai torresi. 
S’E’ SCETATA A MUNTAGNA
Il
9 ottobre alle ore 7,42 tutti i laboriosi torresi sono pronti ad iniziare un
nuovo giorno, quando all’improvviso la terra trema e un cupo boato riempie
l’aria.. La paura si insinua nei cuori, nelle menti e tutti pensiamo "S'è scetata a muntagna!” cioè si è svegliato il Vesuvio. Tutti
si guardano spaventati, Mauro, ormai anziano, prende il fischietto che Axel gli
regalò e fischia forte.
CIRO
IL NIPOTINO
In
quel momento entra Ciro il nipotino di Mauro che frequenta la scuola elementare
Nazarío Sauro e, con calma si rivolge al nonno: “Ho ascoltato tutta la vostra
conversazione e vi voglio rassicurare, quello che dice Axel è giustissimo, però
lui non sa che il suo desiderio è diventato un progetto per la città di Torre
del Greco. Tutti ci stiamo attivando e nelle scuole gli insegnanti e í
volontari della Protezione Civile
hanno spiegato qual è il corretto comportamento in caso di una calamità
naturale che per noi può essere l’eruzione del Vesuvio.”
LA
PAURA SI PUO'
SCONFIGGERE
“Ogni
alunno ha ricevuto un manuale che illustra il comportamento corretto da tenere
in caso di pericolo e periodicamente nella nostra scuola vengono effettuate
prove di evacuazione sotto la guida degli insegnanti che si sono aggiornati e
addestrati per l’emergenza.” Mauro guarda affettuosamente il nipotino e dice
"Si Axel, i mass‑media ci parlano continuamente di un piano di
evacuazione ideato da tecnici specializzati nel settore, però resta sempre la
paura, io da parte mia mi affido alle preghiere e a “questo” e si tocca il
fischietto doro.”