Suggerimenti
per un Piano di protezione civile nella Scuola
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Come è noto, con l’emanazione del D.L. 626/94 lo Stato Italiano ha attuato una serie di direttive CEE riguardanti il miglioramento della Sicurezza e della Salute dei lavoratori in tutti i settori, pubblici e privati. Anche le scuole, quindi, sono individuate come luoghi di lavoro "particolari" ed il Ministero della Pubblica Istruzione ha di recente adottato il Regolamento di Esecuzione recante le "Norme per l’individuazione delle particolari esigenze negli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado" (D. 29/09/1988 n°382 G.U. 04/11/1998). Al di là di quanto previsto nelle suddette norme e in altre circolari del Ministero della Pubblica Istruzione, la rilevante sismicità che caratterizza il territorio di Torre del Greco impone una particolare attenzione nella redazione del piano alla emergenza terremoto. In tal senso l’Ufficio protezione Civile del Comune di Torre del Greco intende sottoporre ai dirigenti scolastici e ai responsabili della protezione civile alcuni suggerimenti riferentisi al rischio terremoto. |
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I
PERICOLI DA CONOSCERE IN CASO DI TERREMOTO Il nostro
territorio comunale è stato classificato (Decreto Ministeriale del 7
marzo 1981) come zona sismica di seconda categoria (S=9) e cioè come una
zona nella quale sono ipotizzabili accelerazioni orizzontali del 7 per
cento di “g” (accelerazione di gravità). Per il nostro territorio
comunale non sono, quindi, ipotizzabili terremoti con una distruttività
tale da determinare il crollo di edifici in muratura in buono stato di
conservazione e ben costruiti né, tantomeno, edifici in cemento armato
costruiti a regola d’arte. Questa ragione ci permette di escludere, tra
i possibili rischi derivanti da terremoto, il crollo di un edificio
scolastico avente le suddette caratteristiche. Questo discorso vale per i
terremoti di origine tettonica che, per quanto riguarda la nostra zona,
hanno origine, prevalentemente, nella dorsale appenninica. |
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Gli
scenari di un ipotetico terremoto Durante un
sisma in una struttura scolastica, anche se non si verificano crolli o
gravi lesioni, si determina sempre una situazione di emergenza. Gli
“scenari” di questa emergenza possono così essere sintetizzati: |
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Armadi che, non fissati al muro,
possono ribaltarsi schiacciando le persone con il loro peso o con il
materiale in essi contenuto e/o ostruendo il passaggio verso le uscite
di emergenza; |
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vetrate e pezzi di intonaco
instabili che possono frantumarsi e precipitare ferendo, anche in
maniera grave, le persone esposte; |
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reti elettriche che possono rompersi,
lasciando allo scoperto fili in tensione: potenziale fonte di
folgorazione e/o di incendio; |
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laboratori chimici, spesso dotati di
flaconi di vetro contenenti acidi, sostanze tossiche o infiammabili, che
possono impregnarsi di un'atmosfera velenosa o infiammabile. |
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A queste potenziali situazioni di
pericolo determinate da strutture normalmente presenti in un edificio
scolastico, bisogna aggiungere quelle prodotte dal tipico comportamento
che si manifesta dopo la percezione del terremoto: |
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Fuga in massa degli studenti
(e, probabilmente, di parte del personale scolastico) dalle aule;
situazione questa che può determinare gravi ferimenti e/o il crollo
delle scale; |
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Fuga in massa degli studenti
(e, probabilmente, di parte del personale scolastico) fuori
dell’edificio scolastico per congiungersi con i propri familiari,
situazione questa che può determinare gravi ferimenti a seguito di
incidenti stradali o caduta di cornicioni; |
| Precipitoso arrivo in scuola dei genitori degli studenti e dei familiari del personale scolastico. |
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Per minimizzare situazioni come
queste è indispensabile attuare un Piano per l’emergenza, la
redazione del quale dovrà vedere l'attenta ricognizione del percorso o
dei percorsi che dovranno seguire gli occupanti dell'edificio dopo il
verificarsi della scossa. Sono presenti, ad esempio nei corridoi, armadi
non ben fissati alle pareti che possono, durante il sisma, ribaltarsi
bloccando la via? |
| Questi sono soltanto alcuni dei quesiti che si pongono nella stesura di un Piano per l’emergenza, piano che è strettamente connesso alle caratteristiche dell'edificio e alla situazione socio-culturale della scuola e del corpo insegnante. Una volta redatto dall'incaricato alla sicurezza e approvato dal Dirigente scolastico, il Piano di emergenza dovrà essere diffuso tra gli studenti, il corpo insegnante e il personale non docente. Sarebbe, comunque, opportuno “rodare” il piano attraverso una o più simulazioni o esercitazioni. |
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L'ESERCITAZIONE
DI EMERGENZA PER TERREMOTO |
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La simulazione di un terremoto dovrà,
ovviamente, essere effettuata in una data e in un orario conosciuti
dagli studenti, dai loro genitori e dal personale scolastico. Il
verificarsi del sisma (come d’altronde ogni altra situazione di
pericolo) potrà essere simulato attraverso tre squilli ripetuti della
campanella scolastica. |
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Le direttive che dovrà seguire la
simulazione possono essere: |
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Al momento della "scossa",
gli alunni (precedentemente informati sulla possibile dinamica del
terremoto) dovranno con calma allontanarsi da eventuali vetrate o
oggetti che, non fissati al muro, possono ribaltarsi. Potranno quindi
proteggersi il capo con dei libri o -se questo non costituisce un
rischio- mettersi sotto i banchi. |
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Alla “fine” della scossa, si
comincia ad evacuare l’edificio. Il personale insegnante resterà
vicino alle rispettive scolaresche aspettando che i genitori degli
studenti (o persone da essi delegate) vengano a prendere i ragazzi. Man
mano che diminuisce il numero degli studenti, le classi saranno
accorpate in nuovi gruppi e poste, secondo un ordine prestabilito, che
terrà conto di particolari esigenze degli insegnanti (distanza della
loro abitazione dalla scuola, vulnerabilità della loro abitazione ad un
sisma, numero dei figli...) sotto la tutela di un insegnante che rimarrà
in sede fino a che l'ultimo studente non avrà lasciato la scuola o fino
a che non sarà terminato il "normale" orario scolastico. |
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Durante l'esercitazione sarebbe
opportuno attivare un piccolo centro di pronto soccorso anche per
simulare l'affrontamento dei traumi che la vera emergenza potrebbe
determinare. |