Proposte di modifica del Piano Vesuvio avanzate dall'Amministrazione Comunale di Torre del Greco

In più riprese l’Amministrazione comunale di Torre del Greco ha avanzato alla Prefettura e al Dipartimento Nazionale alla Protezione Civile alcuni suggerimenti per modificare il Piano. In sintesi, questi sono le principali questioni:

 

Creazione di centri smistamenti profughi in aree esterne a quella minacciata

Il Piano non prevede nessun centro di smistamento profughi posto all’esterno dell’area pretendendo - incredibile a dirsi - che i profughi debbano raggiungere le regioni di destinazione partendo dalle stazioni e dai porti ubicati negli stessi territori comunali minacciati dall’ormai imminente eruzione; a tal fine i Comuni dovrebbero disseminare gli incroci di frecce e cartelli rossi per indicare agli evacuati dove aspettare con calma un treno o una nave, pur sapendo che ogni minuto che passa potrebbe essere l’ultimo della loro vita. Da questo punto di vista i punti di imbarco identificati nel piano comunale (Stazioni FF.SS., porto) potrebbero essere teatro di gravissimi incidenti dettati dal panico.

 

Definizione dei tempi di intervento

A quattro anni dalla presentazione del Piano nazionale, ancora non è stato stabilito quanto tempo prima della popolazione le strutture locali di protezione civile saranno allertate e, quindi, quanto tempo avranno a disposizione per mettere in atto tutta una serie di iniziative (quali, ad esempio, presidi o blocchi stradali) che, certamente, non potrebbero essere realizzati in una situazione di allarme della popolazione.

 

Considerazione di altri scenari eruttivi

Il Piano che si pretende debba essere redatto dai Comuni è sostanzialmente un piano di evacuazione prevedendo come unico scenario eruttivo quello catastrofico dell’eruzione del 1631, (eruzione che, si badi bene, né l’Osservatorio Vesuviano né il Gruppo Nazionale di Vulcanologia ritiene la più probabile); niente è previsto per affrontare una crisi vulcanica di lunga durata e caratterizzata da situazioni di incertezza, come, ad esempio quella conosciuta da Pozzuoli nel 1982. Tra l’altro la pretesa di affrontare una situazione di allarme vulcanico con la rapida evacuazione di tutta la popolazione rischia di legittimare la credenza di una eruzione come un evento improvviso e immediatamente distruttivo; una credenza purtroppo diffusa tra la popolazione e che potrebbe scatenare un rovinoso panico in una situazione di emergenza.

Creazione o allargamento degli assi stradali

L’attuale rete stradale è del tutto insufficiente per potere sopportare una emergenza come quella che potrebbe determinare il Vesuvio. A tal proposito l’Amministrazione comunale di Torre del Greco, in più riprese, ha chiesto una deroga agli attuali Piani paesistici e la conseguente creazione di nuovi assi stradali o, quantomeno, il completamento di quelli già esistenti come, ad esempio il raccordo tra la "Panoramica" (Benedetto Cozzolino) e via Nuova del Monte.

Creazione di un Ufficio preposto alla pianificazione dell’emergenza Vesuvio

L’Amministrazione comunale di Torre del Greco ha chiesto alla Provincia, anche ai sensi dell’art. 108 del Decreto Legislativo n. 112 31/3/1998, di creare un ufficio preposto alla pianificazione dell’emergenza Vesuvio anche per coadiuvare i Comuni nella redazione dei loro piani.